Comunicare per affermare la propria presenza: un’esigenza primaria per molte aziende, in ogni momento, e la necessità di farlo in modo diverso in un contesto difficile da leggere e gestire come quello della pandemia. Il rischio era quello di offrire una comunicazione “convenzionale” in un momento in cui molte realtà condividevano lo stesso problema, risultando di conseguenza poco efficaci.

Molte di queste aziende hanno così colto l’occasione per costruire un linguaggio di comunicazione nuovo, affidando il messaggio a un alfabeto visuale che ne aumenti la componente identitaria e riesca a ridurre la distanza con il proprio target, costruendo una linea di comunicazione empatica e innovativa.

IL GRAPHIC RECORDING– È quello che fa il graphic recording: una soluzione efficace per aggregare in una sola grande immagine argomenti complessi e punti di vista differenti, unire visivamente informazioni e trasformarle in disegni immediatamente comprensibili.

E così ha fatto Think Stories, studio romano che, attraverso lo storytelling visuale, cattura graficamente idee e concetti e li traduce in appunti visivi.

Dallo scorso marzo, è stato scelto da Challenge Network per curare la facilitazione grafica di webinar e talk cui hanno partecipato, tra gli altri, Coca-ColaRenaultCanonUnipol SaiIntesa SanpaoloIbm, e WindTre.

Walter Scarfò, founder di Think Stories, ha raccontato questo lavoro, concentrandosi su alcuni dei concetti chiave emersi durante gli incontri.

  • EMPATIA

“A questo concetto è stata dedicata molta attenzione: quello che le aziende con cui abbiamo collaborato in questo periodo hanno cercato maggiormente è proprio il presentarsi in maniera empatica nei confronti del loro target di riferimento, interno o esterno.
In alcuni casi anche utilizzando testimonial di eccezione negli eventi online, persone in grado di comunicare i valori che l’azienda ricerca.
In questi casi, la facilitazione grafica si è mostrato il perfetto linguaggio di supporto alla comunicazione: è successo, ad esempio, in occasione dell’evento promosso da Open Fiber che ha visto protagonista la campionessa di fioretto individuale paralimpico Bebe Vio.”

think bebe bio

 

  • STORYTELLING

“In questi mesi, saper raccontare una storia è stato importantissimo: sapersi raccontare per un’azienda, significa anche fare branding. Il graphic recording, in questo senso, è una risorsa potentissima: un facilitatore grafico riesce a creare un artwork unico, un elemento di comunicazione identitario, facile da scalare sui vari canali di comunicazione, e che trasferisce all’esterno la percezione di un’azienda viva, giovane e dinamica”.

Non a caso, è stato scelto anche per l’evento con protagonista Oscar Farinetti, fondatore di Eataly, che si è concentrato su come “Comunicare valori per far ripartire il business”.

 

  • COACHING MOTIVAZIONALE

“Una delle particolarità della situazione che abbiamo vissuto negli ultimi mesi è l’assoluta trasversalità delle problematiche da affrontare. Pochissimi i settori a non essere interessati dal profondo mutamento che si è reso indispensabile per superare la crisi. I temi del cambiamento, della resilienza, del nuovo modo di vivere l’azienda, sono stati argomenti centrali in moltissimi eventi live in cui Think ha collaborato.

Mai come in questo periodo mi è capitato di lavorare per aziende che parlavano non ai propri consumatori ma al proprio team: si è sentita la necessità di rafforzare la presenza con i dipendenti, con l’obiettivo di rassicurare e aumentare il senso di appartenenza. Anche su queste tematiche la facilitazione grafica è stata uno strumento efficace e largamente apprezzato: come nel caso di Alessandro Rimassa, confounder e direttore di Talent Garden Innovation School, nel suo intervento sulla company culture”

 

  • NETWORK

Il modo in cui siamo stati “costretti” a vivere e lavorare ha creato nelle persone un sentimento di frammentazione e indebolimento delle relazioni. Una rete che funziona offre elementi di potenziamento evidenti, sia dal punto di vista del new business sia dal punto di vista delle relazioni utili a una proficua crescita professionale.

Saper fare network è una skill che può essere appresa: anche in questo caso la facilitazione è stata molto utile per creare inclusione e partecipazione all’interno di eventi formativi, come quello che ha visto protagonista Gianfranco Minutolo, professionista che ha contribuito a sviluppare la Community globale degli Alumni Bocconi”.

Think Giancarlo Minutolo