Una città innovativa, vivace e ricca di possibilità che- pur lontana dall’essere una metropoli- può vantare una solida eredità industriale, piccole imprese storiche e un centro studi di eccellenza.

A Torino, l’innovazione e la nuova imprenditorialità si legano saldamente al passato di grande centro industriale e trovano, proprio in questo elemento, chiavi di lettura e spunti narrativi del tutto specifici.

Sono gli stessi che i giornalisti vogliono ritrovare nelle storie che raccontano, come spiega Paolo Patrito, giornalista, copywriter e content creator freelance che attualmente collabora con la redazione cittadina del Corriere della Sera e con le riviste The Good Life e Torino Storia.

 

  • UNA CITTÀ LABORATORIO- “Di Torino non si parla tanto quanto Roma o Milano, ma è un eccezionale laboratorio di idee, un terreno fertile per la sperimentazione e la nascita di imprese che poi andranno a svilupparsi anche in città più grandi. In questo senso, sono molto importanti l’apporto dato dal Politecnico e dal suo incubatore I3P, e la presenza di realtà imprenditoriali legate a nicchie anche piccolissime. Quelle nel settore del gaming, ad esempio: Torino si sta ritagliando un ruolo di rilievo grazie ai progetti di gamification specifici per le aziende. Proprio come mi ha spiegato l’esperto di videogame, nonché docente di game design e gamification al Politecnico- Marco Mazzaglia, che ho intervistato di recente”
  • L’EREDITÀ DELLA FIAT- “Uno dei punti di forza per chi fa impresa a Torino è lo spazio lasciato dal forte ridimensionamento dell’industria automobilistica, che è stato riempito da realtà che hanno potuto anche sfruttarne il background. Così è stato anche per le tecnologie nel settore dell’audiovisivo, altra grande tradizione cittadina. Un altro elemento positivo è proprio nelle dimensioni di Torino, che rendono molto più semplice- rispetto ad altre città- fare rete e condividere”.
  • LA BLOCKCHAIN ENTRA IN TORREFAZIONE- “Una delle storie più belle che abbia raccontato di recente unisce benissimo la tradizione e l’innovazione che coesistono qui. Torino è la città italiana con il più alto numero di caffè storici e uno di questi, il Caffè San Domenico, è stato il primo a introdurre la tecnologia blockchain per l’intera filiera della torrefazione del caffè. Inoltre, grazie al supporto di una delle startup del Politecnico, ha sviluppato un sistema autonomo per la produzione delle proprie capsule compostabili.”
  • COSA PIACE A UN GIORNALISTA- “L’unicità di un’azienda, e la bravura di saper innovare senza abbandonare il proprio heritage, anzi valorizzandolo grazie al cambiamento, sono tra gli elementi che più mi affascinano quando racconto le imprese torinesi. Poi ci sono sicuramente la capacità di condividere eccellenze e mettere in rete le competenze, e quella di legarsi al territorio, con tutte le sue caratteristiche e le sue grandi qualità”.